
Luigi Ferdinando Marsili,
scienziato nato a Bologna

Olla in terracotta costruita a Montesasso
di Mercato Saraceno e che serviva per
la fusione dello zolfo ai primi dell'Ottocento
(foto A. Veggiani)

Schema del metodo di estrazione dello zolfo inventato nel 1891 da Hermann
Frasch
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Lo zolfo arrivato a Cesenatico veniva imbarcato su battelli di piccolo
cabotaggio e trasportato al porto di Ancona, lì veniva trasbordato
su velieri più grandi e prendeva la via della Spagna e delle
Fiandre, che si stavano avviando a diventare il motore dell'economia
mondiale Quando nell'agosto del 1502 Leonardo da Vinci, su commissione
del Duca Cesare Borgia detto "il Valentino", disegnava la pianta del
porto di Cesenatico, prevedendo di progettare il prolungamento di un
canale sino a Cesena con l'immissione delle acque del fiume Savio, certamente
il commercio fiorente dello zolfo poteva aver influito non poco per
un disegno così arduo. Nel 1675 Luigi Ferdinando Marsili, scienziato
bolognese di elevata statura, visitava le miniere di zolfo in Romagna
facendone un quadro vivo ed indicando le località con le lavorazioni
attive : "Li luoghi che sino ad hora anno miniere di solfo sono Magliano
a levante di Sarsina, Ciaia di l dal Savio, quasi a vista di Mercato
Saraceno, Casa di Guido, pure di là del Savio, Monte Aguccio
egualmente di l del medesimo fiume, di quà l'altre sono Monte
Fottone, Buratello, Falcino e Casalbuono".
In altro punto egli nominava anche la miniera di Formignano, ed a proposito
di quella di Casalbuono nella quale erano stati scavati diversi pozzi
che erano... " di larghezza sufficiente a potere con un mulinello discender
gli Huomini per travagliare, come ad estrarre tutto" Il Marsili accennava
pure alle olle di terra refrattaria per la distillazione dello zolfo
e descriveva i terreni, cimentandosi anche nella redazione di una accurata
sezione geologica, dove chiama "Giul" quello che poi veniva chiamato
Ghiolo.
Aveva acutamente osservato che gli strati di gesso, chiamati "seghe",
conservavano sempre lo stesso numero nell'ordine e materie che li componevano.
Nel 1759 lo scrittore e poeta cesenate Vincenzo Masini pubblicava il
poema "IL ZOLFO", in tre libri e dedicato al cardinale Gianfrancesco
Stoppani, legato della provincia di Romagna. Nel periodo che va dal
giugno 1796, coincidente con la campagna d'Italia di Na-poleone, al
1814 la ricerca e lo sfruttamento dello zolfo in Romagna venivano regolamentati:
era il Prefetto che provvedeva a rilasciare la licenza di coltivare
la miniera.
Le istanze erano rese pubbliche dall'Autorit prefettizia con la seguente
formula:"si previene il pubblico, che chiunque avesse pretese e diritti
per lo scavo della indicata miniera, debba entro il termine prefisso
di tre mesi, oggi decorrenti, presentare le proprie istanze al mio ufficio
miniere, spirato il quale non si avr pi alcun riguardo a qualunque
titolo di anteriorit o diritto". Dopo l'unit d'Italia tutta la materia
veniva disciplinata dal decreto reale del 25 marzo 1865; mancava per
una normativa regolare ed uniforme su tutto il territorio per poter
ottenere la licenza e l'investitura della coltivazione della miniera.
Infatti le leggi minerarie sullo zolfo esistenti in Sicilia continuarono
ad essere valide, creando di fatto una vistosa disparit che avr notevoli
conseguenze, verso la fine dell'Ottocento, nella crisi dello zolfo romagnolo-marchigiano
.
I risultati erano perci quasi sempre insufficienti, dal punto di vista
produttivo, a causa del notevole frazionamento dei giacimenti, degli
scarsi capitali investiti nelle miniere dai proprietari e della loro
tendenza a conservare metodi tradizionali di lavorazione.
Solo nel 1927 venivano definitivamente eliminate le disparit legislative;
rimaneva valido il principio del cosiddetto "Diritto Industriale" secondo
cui le miniere erano di propriet dello Stato che conferiva l'esercizio
ai privati mediante concessione
Ma la forte produzione di zolfo americano, grazie a innovativi e rivoluzionari
metodi di estrazione in particolare quello cosidetto "metodo Frasch",
ci toglieva, a partire dal 1912, il monopolio nel mondo.
Per limitare i danni il Governo Italiano emetteva provvedimenti legislativi
(r.d.l. 11 dicembre 1933 n.1699) atti a garantire un prezzo minimo ai
produttori e con legge del 2 aprile del 1940 n.287 a creare l'Ente Zolfi
Italiani, ma la crisi era irreversibile e all'inizio degli anni sessanta
quasi tutte le miniere venivano chiuse. Da ricordare infine che con
regolamento n.2716 del 23.12.1865 era istituito il Consiglio ed il Corpo
Reale delle Miniere facente parte del Ministero di Agricoltura, Industria
e Commercio.
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