L'autore
descrive le tecniche di estrazione del minerale, l'ubicazione degli
strati zolfiferi nelle varie localitą del Cesenate. Particolarmente
significativi sono i seguenti versi:
"Al Savio, corron lieti, e i seggi han presi, come speranza gli anima,
che lungo quell'acque é noto aver più spessi, e pingui
suoi nidi il Zolfo. Gli operai concordi si dividon gli uffizi: chi é
pił esperto prende a scavar i pozzi, e nell'interno gl'incrosta ed assicura
co' macigni, ch'altri pronto ministra. Radunati vedi pali di ferro,
argani, e leve, marre taglienti, accette, beccastrini, e strumenti simili.
Ai secchi, al naspo questi il canape adatta, e quei dal carro, grave
ancor troppo ai fervidi giovenchi, respinge i tronchi, e chi fa dai
pił immani, pria rifilati a colpi della scure, con la sega graticci,
e tavoloni. L'opra ferve ed incalza: nel lavoro sudano i fabbri; ardir
prende ullulando l'instancabile plebe, e a lei ritorna alterne voci
e plausi eco dall'antro. Intanto che da' colpi affaticate gemono quelle
balze, un'altra schiera di numero maggior s'affaccia al fiume; discende
al guado, e giunta all'altra sponda, anch'ella si riparte. Formignano
investe quel drapel, l'altro Luzena, il maggior corpo tien la via del
fiume, e difilando ancor buon tratto, arriva dove il Borello mette foce,
e roco scarica l'acque nell'Isapi istesso. Poggia per calle angusto,
e giunto appena alle Taverne , in due l'oste divsa, una falange Casalbon
minaccia,...."