
Lapide in memoria di Giuseppe Mazzini,
Lapide
in memoria diGiuseppe
Garibaldi
Lapide
in memoria di
Federico
Campanella, patriota genovese amico di Mazzini, ed animatore, nell'aprile
1849 della rivolta a Genova contro l'armistizio di Novara
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All'inizio del 1887 la crisi della Boratella III era al culmine, quando
Girolamo Gusella, maestro elementare proveneniente da Cesenatico,
corrispondente con Mazzini ed in gioventù "uomo dal revolver facile",
agitatore delle maestranze della Boratella per conto di Natale Dellamore,
che lo aveva assunto come impiegato addetto alla ippoferrovia, lanciava
l'idea di costituire una "Associazione cooperativa dei Zolfatari di Romagna"
con l'appoggio di Alessandro Fortis, ministro dell'agricoltura.
La gestione della miniera veniva assunta dal Gusella, che convinceva questi
minatori "anarchici" a sacrificarsi per la loro miniera ed a farsi pagare
con "boni", cioé lettere di credito rilasciate dall'Amministrazione
e che potevano paragonarsi ad una specie di cambiale, purtroppo non sempre
spendibili presso i vari bettolini.
Si ricorreva a tale espediente in quanto era difficile trovare un banchiere
disposto a far da cassa ad una simile associazione. Arrivavano, su interessamento
del Gusella, sempre pronto a scrivere a tutti sulla "disperazione" della
Boratella, piccoli aiuti alle povere famiglie dei minatori licenziati.
Nel settembre 1887, a Borello, Gusella promuoveva la collocazione ed inaugurazione
delle quattro lapidi ineggianti a Mazzini, Garibaldi, Campanella e Quadrio.
Erano presenti, in una festa di bandiere e di popolo, Valzania, l'avv.
Pietro Turchi e il deputato forlivese Carlo Aventi.
Lo spirito indomito del mazziniano Gusella, sempre vicino a chi soffre,
riusciva a trovare per 200 lavoranti della Boratella III un lavoro nelle
bonifiche di Polesella, in provincia di Rovigo, il manifesto del 14 marzo
1889 é un piccolo tassello per comprendere l'eclettico personaggio.
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