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BORELLO TANA (in Comune di Cesena)

Questa miniera era situata di fronte a quella di Montevecchio, divisa dal fiume Savio e con appendici verso quella di Formignano di cui era la continuazione naturale, era raggiungibile dalla strada che correva di fianco all'attuale cimitero di Borello. I primi lavori d'escavazione risalivano al 1862 e la concessione veniva poi data a Natale Dellamore nel 1865, la proprietà, nel 1872, veniva trasferita alla Cesena Sulphur Company.

La miniera fu attiva solo per sei anni: nel 1863-64-65 e nel 1877-78-79, con una produzione complessiva di ton. 4500 di zolfo greggio e con una punta massima di 2029 ton. nel 1878. Nell'agosto e ottobre del 1879 venivano commessi due omicidi, vittime due sorveglianti-impiegati nelle miniere di Boratella II e Boratella I, si creva un clima di tensione fra le società minerarie e le maestranze. Per la verità si stava profilando all'orizzonte, in quel periodo, una delle più gravi crisi nel settore solfifero cesenate, dovuta ad una caduta dei prezzi per tonnellata ed alla forte concorrenza degli zolfi siciliani. Era necessario per le società esercenti procedere ad una riorganizzazione del settore sia con chiusura di miniere, risultanti meno produttive, che con un modello di sfruttamento più intensivo della mano d'opera rimasta.

Era in questa situazione che, nel novembre 1879, l'ing. Francesco Kossuth direttore della Cesena Sulphur Company procedeva alla chiusura della miniera di Borello-Tana, lasciando sul lastrico 200 operai. Nel 1901 la miniera passava alla Società An. Miniere Solfuree Trezza-Romagna, nel 1904 alla Societˆ Anonima Miniere Solfuree Trezza-Albani-Romagna e nel 1917 alla Società Montecatini. Nel 1927 la Soc. Montecatini riprendeva i lavori, cercando di scavare una galleria dall'11¡ livello della miniera di Formignano per incontrare le lavorazioni della Borello-Tana, ma la lunghezza del percorso (mt. 750) ed altri problemi attinenti alle difficoltà di ventilazione facevano desistere dal proseguire.