... cercò di migliorare , con l'organizzazione , ed una migliore tecnologia, il duro lavoro delle miniere, elevando la produzione a standard sino ad allora sconosciuti.
Tentò di innalzare il problema delo zolfo romagnolo a livello nazionale diventando ben presto protagonista della scena economica cesenate.
A volte in buona luce, a volte contestato, Francesco Kossuth è stato un uomo che con la sua calma e sangue freddo ha segnato profondamente l' economia cesenate .

di PIER PAOLO MAGALOTTI
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Francesco Kossuth dopo l'esperienza in Italia
e nelle vesti di ministro del commercio
estero ungherese.






Lajos Kossuth: quadro dipinto dal figlio Francesco.






Quando, nel 1983, assieme a mia moglie Aurora preparammo le nostre tesi di laurea sulle miniere di zolfo nel Cesenate e ci imbattemmo in Francesco Kossuth, che nei documenti ufficiali era presentato come figlio del generale Lajos (Luigi) e nato a Pest in Ungheria, il 16 novembre 1841, avemmo la sensazione di trovarci di fronte ad un personaggio importante e che la nostra microstoria locale, di cui ci stavamo interessando, si collegava con gli avvenimenti della grande Storia a livello nazionale ed europeo.
Dopo il congresso di Vienna (1815) si sviluppava in Ungheria un movimento indipendentista e liberale, capeggiato da Lajos Kossuth (padre di Francesco), nato il 27 aprile 1802, che voleva la liberazione della sua patria dal giogo austriaco.

Imprigionato nel 1837 per la pubblicazione di un giornale "Resoconti legislativi" veniva rimesso in libertà nel 1840. Nel 1848 fu l'ispiratore della rivolta protrattasi sino all'agosto del 1849, quando fu stroncata dall'intervento austriaco, russo e croato. Lajos Kossuth dovette andare esule prima in Turchia, poi in Inghilterra ed infine in Italia, a Torino, dove, il 20 marzo del 1894, la morte l'accolse senza poter rivedere l'amata Patria: ebbe come amici il Cavour, Mazzini, Garibaldi. Nel 1859 iniziò trattative con Napoleone III e d'accordo con alcuni capi dell'emigrazione ungherese cercò di provocare una nuova rivolta ungherese. Il figlio Francesco, dopo la morte del padre, ritornerà in Ungheria divenendo in seguito capo del Partito dell'Indipendenza.


... Non esiste un'altra nazione al mondo dove ci sia un legame così stretto tra gli ideali, il desiderio di libertà e la voglia d'indipendenza come qui da noi in Ungheria.
Si capisce che questo succede nella nostra storia da quando sul trono ungherese si sono seduti gli Asburgo. Le battaglie per l'indipendenza condotte da Ràkoczy Ferenc, e che durarono quasi dieci anni, incisero nel cuore di tutti gli ungheresi onesti il marchio della libertà.

Dopo la sconfitta di Ràkoczy il nostro paese é stato coperto dal mantello scuro dell'oppressione. Durante gli anni tristi e silenziosi il popolo s'era disabituato ad ogni attività politica d'alto livello, aveva perso la fiducia in se stesso, non aveva più coraggio, non conosceva le sue forze, l'Ungheria era nascosta con cura a tutto il mondo. Più tardi, dopo il Congresso di Vienna, l'Austria ed i suoi diplomatici nascosero questa povera e sfortunata Cenerentola che é l'Ungheria; il mondo seppe solo che sul territorio dell'impero austriaco esisteva tra le altre "tribù"anche quella ungherese.

E' stato allora che il buon Dio ha fatto nascere Lajos Kossuth, il gran Governatore, che ha guidato e combattuta la quinta guerra d'indipendenza contro i signori austriaci, é proprio Kossuth che, nel 1848-1849, ha introdotto la nazione ungherese, con le armi in mano e l'amore per la libertà sulle labbra, tra le altre nazioni d'Europa. Il Dio degli ungheresi ha benedetto il nostro paese, facendo fondere l'ideale della libertà con il nome di Lajos Kossuth e per più di mezzo secolo é stato Lui, il gran Governatore, l'incarnazione dell'immagine della libertà. Ma il Dio degli Ungheresi ci ha benedetto anche con un altro dono! Dopo la morte del gran Governatore il popolo ungherese ha trasferito il concetto dell'ideale e l'amore raggiante della libertà sul suo primogenito, attuale presidente e capo del partito dell'indipendenza: Francesco Kossuth.

Da quando il gran Governatore é tornato dai suoi avi, da quando abbiamo deposto le sue spoglie terrene nella tomba di Via Kerepesi, da allora vive fra di noi, combatte con noi, é in prima fila nella linea di combattimento il suo primogenito, Francesco, e con la sua personalità amabile ed affascinante raccoglie attorno a sé una folla sempre più grande di seguaci, un esercito che crede nell'indipendenza dell'Ungheria.
Si é messo alla guida del partito dell'indipendenza e durante questi dieci anni il partito si é raddoppiato, ha guadagnato una considerazione ed autorità mai viste e tutto questo é successo perché il presidente é Francesco Kossuth.
E' rispettato dai suoi avversari politici, lo stimano milioni di ungheresi perché sanno che é Lui l'uomo che tiene in alto la bandiera di suo padre ed ha la vocazione a realizzare i suoi ideali.


Come é ben noto il tentativo di liberare l'Ungheria dal dominio austriaco, da parte degli insorti, falliva. La fiammata rivoluzionaria che aveva incendiato l'Europa contro le monarchie reazionarie; nell'estate del 1849, purtroppo, piano piano si spegneva e la mano forte dei regimi liberticidi s'abbatteva sui patrioti. Lajos Kossuth come il suo amico Giuseppe Mazzini, animatore della Repubblica Romana, sconfitti nella battaglia risorgimentale che aveva introdotto i primi progetti di "costituzione democratica", dovevano lasciare la loro patria e prendere la dolorosa strada dell'esilio. Kossuth riparava in Turchia assieme a molti suoi ufficiali e soldati dove otteneva un'ospitalità vigilata da parte del Sultano prima a Vidin e poi a Kutahiyyeh in Anatolia.
I suoi tre piccoli figli, il 24 agosto 1849, venivano portati dai soldati austriaci nel castello di Pozsony, assieme alla loro governante e rinchiusi come prigionieri in un'ampia stanza al pianterreno, mentre la loro madre riusciva a nascondersi sotto falso nome nella campagna ungherese. Per le proteste della stampa europea e dei governi di Francia, Inghilterra e Stati Uniti d'America sulle drammatiche condizioni del popolo ungherese, l'Imperatore d'Austria, come gesto di munificenza, nel marzo del 1850, liberava i figli di Kossuth, che ritornavano a Pest dalla nonna.

 

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