
Manifesto
distribuito ai minatori con la busta paga durante la II guerra mondiale.
Oltre a raccomandare norme per la sicurezza sul lavoro, veniva fatta

Miniera di Formignano ad inizio secolo: forno doppioni per la fusione dello
zolfo
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Nel 1896
la Societ bolognese, a seguito della persistente crisi dell'industria
zolfifera, era messa in liquidazione e l'attivit d'estrazione andava
avanti con alterni tentativi di gestione cooperativa da parte di alcuni
impiegati ed operai, sin quando la Societ Luigi Trezza, poi divenuta
Societ anonima Miniere Solfuree Trezza-Albani di Romagna, ne rilevava
la propriet nel 1899. Panoramica della miniera di Formignano (inizio
secolo) Miniera di Formignano: costruzione dei forni Gill (inizio secolo).
Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, l'ing. Guido Donegani, per
conto della Soc. Montecatini, acquistava tutte le concessioni della Societ
Trezza-Albani mantenendo, in sostanza, in funzione le sole miniere di
Formignano e Perticara.
Il 29 marzo
1919, grazie all'interessamento dell'on.le Comandini e del sig. Armando
Bartolini, responsabile sindacale dei minatori della Camera del Lavoro
di Cesena, veniva raggiunto l'accordo con la Societ Montecatini per fissare
l'orario di lavoro in otto ore giornaliere. Negli anni 1922 e 1923, per
effetto di una grave crisi dell'industria zolfifera, la miniera di Formignano
veniva momentaneamente chiusa e cos pure, per un breve periodo, durante
il secondo conflitto mondiale.
Agli inizi del secolo vi erano in attivit 44 forni Gill, 2 calcheroni
ed uno doppione per la fusione dello zolfo ed una teleferica, di circa
1 km., che dalla Busca trasportava il materiale nella localit delle "Aie"
di Formignano. Miniera di Formignano ad inizio secolo: forni doppioni
per la fusione dello zolfo Miniera di Formignano ad inizio secolo: costruzione
di forni Gill Miniera di Formignano: calcaroni e forni doppioni. Anno
1930 Negli anni 1953-54 la Montecatini, nel tentativo d'esplorare una
vasta zona all'estremit della galleria dello 11 livello, apr un nuovo
pozzo (nuovo pozzo Montemauro), in localit Tessello, e situato a poco
pi di 3 km. verso nord-ovest dal piede della discenderia d'estrazione
di Formignano, anche questo tentativo non dava grossi risultati in quanto
la potenza dello strato, di mt. 0,60, era debole e di poca consistenza.
La chiusura definitiva della miniera era sancita nel 1962 per esaurimento
o, pi precisamente, perch la lavorazione, a causa dell'impoverimento
dello strato solfifero e della gran profondit raggiunta, era divenuta
antieconomica. La produzione di zolfo grezzo fu stimata nel periodo dal
1861 al 1962 in 409.000 tonnellate, vi lavorarono in media 250 operai,
la punta massima s'ebbe nel 1910 con 441 lavoranti. Miniera di Formignano,
anni 1939-1940: panoramica Miniera di Formignano, anni 1950-1955: gruppo
di minatori Miniera di Formignano, anni 1950-1960: inizia il turno di
lavoro. Miniera di Formignano, anni 1950-1956: uscita dal turno di lavoro.
La foto sopra e le due seguenti ritraggono il plastico costruito in scala
1:100 da Leopoldo Fantini nel 1996 del complesso dei fabbricati, delle
officine, dei forni Gill e calcaroni della miniera di Formignano.
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