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BORATELLA
I (in
Comune di Mercato Saraceno.)
Posta sulla sinistra del torrente Boratella ed alle falde del colle, che
si innalza fra il torrente stesso ed il torrente Borello, interessa le
parrocchie di Falcino, Piavola, Ciola e Monteiottone. La potenza dello
strato coltivato era elevata, aggirandosi sui 4/5 metri, certamente il
giacimento più ricco scoperto in Romagna.
Nel 1862 la concessione era in mano alla società di Natale Dellamore,
che la gestirà, passando da una fase iniziale di ricerca ad una
di sviluppo con produzione intensa sino al 12 agosto 1869 quando, con
rogito del notaio Trovanelli di Mercato Saraceno, sarà ceduta,
in parti uguali, al conte Taveggi di Bologna ed all'ing. belga Giovanni
de Rechter. In data 8 ottobre 1871, con rogito notaio Cassinis di Torino,
i nuovi proprietari vendevano la miniera a due banchieri: uno londinese
Giovanni Stanisforth e l'altro parigino Martin Wolfang Scheyer.
Con atto d'associazione veniva fondata, il 28 ottobre 1871, la "Cesena
Sulphur Company Limited", con un capitale di 350.000 lire sterline
(circa 8.750.000 di lire italiane), diviso in 35.000 azioni da 10 sterline
l'una e con lo scopo d'acquistare dai due banchieri diverse miniere nel
Cesenate. La compravendita veniva regolarizzata, il 28 aprile 1872, tramite
la Banca Geisser di Torino, mandataria della società londinese, e subito
dopo, il 18 luglio 1872, con regio decreto la Cesena Sulphur Company aveva
l'agibilità commerciale nel Regno d'Italia. Sin dal maggio 1873, come
direttore ed amministratore delegato delle miniere cesenati di proprietà
della società inglese, era chiamato il giovane ing. Francesco Kossuth,
figlio del patriota ungherese Lajos, di appena 32 anni.
Negli anni dal 1874 al 1880, che avevavo rappresentato, in generale, per
tutta l'industria zolfifera romagnola il periodo di massimo sviluppo,
la produzione media annua della Boratella I° si aggirava sulle 10.000
tonnellate di zolfo grezzo e con un impiego di manodopera sulle 1200 unità.
Il trasporto del materiale dalla miniera alla strada provinciale Borello-Mercato
Saraceno avveniva, per la maggior parte, tramite la "ippoferrovia"
(ferrovia a cavalli), costruita da Natale Dellamore, affittuario della
miniera Boratella III, in quanto la strada comunale, che conduceva a Monteiottone,
durante i lavori di posa dei binari era stata quasi distrutta, impedendone
di fatto l'usabilità, specialmente nel periodo invernale.
Il carteggio in Tribunale, presso l' Archivio di Stato di Forlì,
per le continue liti fra il Dellamore, particolarmente esoso nei pedaggi,
e la Società inglese é oltremodo voluminoso. Gli anni che vanno
dal 1880 al 1887 furono viceversa anni di crisi profonda per l'industria
romagnola dello zolfo, che veniva messa in ginocchio dalla sensibile diminuzione
del prezzo per tonnellata (circa il 45%)e dalla concorrenza degli zolfi
siciliani, che avevano costi di produzione più bassi e vantaggi
nel trasporto del minerale. La Cesena Sulphur Company per tentare di arginare
il calo del prezzo dello zolfo per tonnellata, bloccava la vendita del
suo prodotto, facendo ricorso, per far fronte alle spese correnti, ad
ulteriori prestiti con la banca torinese U. Geisser; l'esposizione del
passivo cambiario, nell'esercizio 1879, passerà da £. 150.000 a
£. 953.950 e con conseguente pagamento di forti tassi d'interesse.
Questa situazione
non poteva che sfociare nel fallimento della Cesena Sulphur Company, avvenuto
il 27 maggio 1887, allorché l'ing. Kossuth portava i libri contabili
al Tribunale di Forlì.
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