La
miniera rimaneva attiva, grazie soprattutto alle iniziative del Curatore
fallimentare, avvocato Pietro Turchi di Cesena, nominato il 17 giugno
1887, e che era stato autorizzato dal Tribunale di Forlì a proseguire
l'esercizio provvisorio per cercare di pagare i crediti privilegiati
( salari agli operai, imposte etc.) ed in parte i crediti chirografari
e tentare di portare gli stabilimenti industriali in "assetto di
esercizio"per cercare di trovare qualche acquirente, senza arrivare
alla liquidazione dell'impresa, che non avrebbe prodotto nessun beneficio.
Il lavoro e l'organizzazione in miniera cambiavano notevolmente per
cercare di ridurre al minimo le spese di esercizio.
L'ing. Kossuth, che risultava creditore per onorari arretrati della
societˆ fallita per la notevole somma di £.7.839, vi rinunciava a favore
degli operai; inoltre durante l'esercizio provvisorio era di grande
aiuto al Curatore Fallimentare, che cos“ si esprimeva: .. " il
comm. Kossuth si presterˆ gratuitamente a coadiuarmi colla sua esperienza
e con il suo consiglio nell'impianto della nuova gestione."
L'avvocato Pietro Turchi, esponente illuminato del repubblicanesimo
romagnolo, profuse in questo nuovo incarico tutte le sue forze per vedere
di : .. "ottenere quella soluzione, la quale possa riuscire di
maggiore vantaggio a tutti gl'interessati, e valga a scongiurare la
immensa iattura, che al nostro paese cagionerebbe la cessazione dell'industria
delle Miniere Zulfuree."
Nel 1889 la concessione veniva presa prima dalla ditta Luigi Trezza
e poi dalla Società anonima Miniere Solfuree Trezza-Albani di
Romagna.
Pietro
Turchi, curatore fallimentare della Società Cesena Sulphur Company.
Nel 1903 la miniera era definitivamente abbandonata, solo nel 1917 la
società Montecatini raggruppava la Boratella I con altre concessioni
limitrofe; i lavori di ricerca e di sfruttamento erano alquanto limitati.
Ê Miniera di Boratella I, anni 1890-1900: preparazione dei calcaroni
per la fusione.